Come organizzo il mio centro estetico per far sentire sicure le mie clienti?

La prima impressione è il punto di partenza di ogni relazione. Quando la tua cliente tornerà nel tuo centro estetico, non la devi “tradire” non le devi dare una “Cattiva impressione” ma anzi devi essere certa di dargliene una “OTTIMA”.

 

Quando ci formiamo un’opinione, le impressioni successive vengono tendenzialmente incasellate dalla nostra mente in funzione di conferma della prima idea che ci siamo fatti. Questo vale per te e anche per il tuo cliente. Ecco perché la cura dello spazio che accoglierà il tuo cliente è il campo su cui ti giochi tutto il resto. Meglio non fare passi falsi, quindi. 

 

Metti in pratica tutte quelle strategie che ti permetteranno di accogliere il tuo cliente con tutta sicurezza.

Amuchina sì/amuchina no? L’igiene in prima linea

La prima cosa che il tuo cliente deve vedere quando entra nel centro è esattamente ciò che il suo inconscio e le sue paure lo inducono a cercare: un prodotto igienizzante. 

Amuchina? Sì, ma potresti non trovarla.

Inoltre, a ben vedere, dietro il nome Amuchina c’è in realtà un prodotto commerciale che indica formulazioni e tipi di disinfettanti diversi… quindi sostituibili, a patto che lo si faccia con criterio e basandosi su fonti attendibili. 

 

Quindi nel caso in cui tu decida di realizzarla in casa (scarica il report per scoprire come fare) è anche importante che comunichi adeguatamente (e in modo immediato) al tuo cliente che il tuo preparato è affidabile e sicuro.

Fai in modo, quindi, di segnalare con una cartellonistica stringata ma diretta un messaggio del tipo “La soluzione è stata preparata secondo le indicazioni specifiche dell’Orga- nizzazione Mondiale della Sanità”.

L’importanza di questo passaggio, la vedremo anche in seguito.

Guanti, mascherine, salviette usa e getta

Ebbene sì: quegli strumenti identificativi del periodo di epidemia, che ci siamo abituati a indossare come una seconda pelle, rimarranno per molto tempo un’esigenza psicologica (oltre che pratica). 

Esattamente come la copertina di Linus o l’orsacchiotto di turno. In una fase di transizione – durante la quale saremo tutti ancora fragili – mettere subito in bella vista guanti e mascherine, significa al tempo stesso rassicurare il tuo cliente (dandogli ciò che inconsciamente chiede) e comunicargli tra le righe ma non troppo, che il tuo centro ci tiene all’igiene.

Amuchina, guanti, mascherine, salviette usa e getta sono condizioni necessarie ma non sufficienti se manca il bidone della spazzatura!

Può sembrare un dettaglio da poco ed è normale che non ti venga spontaneo metterlo in bella vista, ma in realtà la presenza – in primo piano – del bidone della spazzatura è ciò che dà senso a tutto il resto. In caso con- trario, il messaggio (inconscio) che verrà immediatamente registrato dal tuo cliente sarà: “Questo non è un centro sicuro per me. Se non c’è il bidone della spazzatura in bella vista, significa che tendono al risparmio, riciclando il più possibile”

Come organizzare gli appuntamenti

Un altro aspetto da non sottovalutare è la necessità di cambiare il tuo modo di prendere appuntamento con i clienti e – di conseguenza – i cambiamenti che dovrai necessaria- mente apportare alla zona accoglienza. Innanzitutto, è chiaro che sarà necessario distan- ziare gli appuntamenti tra di loro in modo tale da non provocare un ingorgo eccessivo di persone in sala d’attesa.

Le poltroncine dovranno inoltre essere ricollocate: ridotte di numero (là dove è necessario) e distanziate in modo tale che le persone non siano accal- cate. 

 

Che conseguenze avrà questo sulla tua agenda? Dipende. (scopri come risolvere questo problema)

Potrebbe semplicemente essere necessario ristrutturare gli appuntamenti su una fascia oraria più ampia o su una maggior disponibilità di giorni settimanali (magari rinunciando alla mezza giornata di chiusura del lunedì o tenendo aperto il centro più a lungo). 

 

La situazione potrebbe quindi portarti a razionalizzare i flussi di accesso in modo più ordinato. 

È anche da mettere in conto – però – che la riorganizzazione potrebbe avere l’effetto collaterale di filtrare (e quindi ridurre) il numero di clienti che entreranno nel tuo centro. Niente paura, però: si tratterà solo di trovare nuove chiavi di azione e di rendere più redditizi gli appuntamenti che prenderai. Come? 

 

Lavorando sulla tua capacità di proporre al cliente dei trattamenti aggiuntivi che partano dalle sue esigenze.

Oppure potenziando la vendita di prodotti al banco: proponendo una crema ad hoc, un siero o un anticellulite e proponendoti come consigliera capace di supportare il tuo cliente anche nella possibilità di prendersi cura di sé da casa. Questa opzione non è, peraltro, solo un tappabuchi per permetterti di raggiungere il tuo budget anche con un numero minore di clienti, ma rappresenta anche un potenziale (fortissimo) agente di fidelizzazione. 

Le barriere naturali del desk

Il desk è il focus della reception e il centro propulsore della tua attività. 

Il cliente che entra nel tuo centro si rivolgerà al desk così come (prima di uscire) tenderà a tornare al desk.

Proprio per la sua importanza, è fondamentale che il desk sia un perfetto biglietto da visita del centro e che trasmetta al cliente la stessa sensazione di igiene e sicurezza. 

 

Cosa significa questo, dal punto di vista pratico? 

 

Che dovrai sviluppare la capacità di essere vicina mantenendoti però alla giusta distanza di sicurezza. 

La barriera naturale del desk è già qualcosa, ma non basta: ci vuole un elemento aggiuntivo. Il corrispettivo della linea gialla che in metropolitana ti indica di tenerti un passo indietro, sulla banchina.

L’opzione migliore ed esteticamente più in linea con l’attività, potrebbe essere una linea verde di piante posizionate tra il cliente e il desk.

A presto